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domenica 1 novembre 2009

Matrix : 10 Lune per un TN (prima parte)



di Alberto Crescitelli


RELAZIONE PRESENTATA AL VIII CONVEGNO DI STUDI ASTROLOGICI DI RICERCA90 VICO EQUENSE, 1-2-3 GIUGNO 2001






Kalalam tv eka-ratrena Panca-ratrena budbudam
Dasahena tu karkandhuh Pesy andam vatatah param
Masena tu siro dvabhyam Bahv-angrya-ady-anga-vigrahah
Nakha-lomasthi-carmani Linga-cchdrodbhavas tribhi

"La prima notte si attua la fusione del seme con l'ovulo, e la quinta notte il risultato di questa fusione germina in una bolla. La decima notte essa si sviluppa e prende la forma di una prugna, quindi si trasforma gradualmente in un piccolo ammasso di carne… In un mese si forma la testa e in due mesi prendono forma le mani, i piedi e le altre parti del corpo. Alla fine del terzo mese appaiono le dita delle mani e dei piedi, le unghie, i peli, le ossa e la pelle, e insieme gli organi genitali e gli altri orifizi del corpo, cioè gli occhi, le narici, gli orecchi, la bocca e l'ano"

Bhagavata Purana, III,3,3



Verso la fine degli anni '70 sia in Europa che in America nacquero le prime ricerche sulle esperienze perinatali connesse ai fenomeni biologici implicati nel processo della nascita. Fu in quel periodo che lo psicoterapeuta Stanislav Grof - grazie ad accurate osservazioni sugli stati regressivi indotti - pubblicò una sorta di cartografia dell'inconscio1 che abbraccia, appunto, anche il campo delle esperienze perinatali. Lo stesso avveniva in Italia, grazie agli studi pionieristici di Nicola Peluffo, professore di Psicologia Dinamica all'Università di Torino; anch'egli, nello stesso periodo, ipotizzò l'esistenza di una complessa vita psichica intrauterina.2
Sostanzialmente le ricerche di Grof abbracciano tre ambiti principali: il campo delle esperienze psicodinamiche associate ad eventi della vita passata e presente di una persona, il campo delle esperienze transpersonali che vanno oltre i confini individuali, e quello delle esperienze perinatali. Le conclusioni cui giunge in merito a queste ultime, in parte ci riconducono anche alle esperienze e ai notevoli interessi di Jung riguardo allo stato della coscienza dell'anima dopo la morte: Grof, infatti, definisce l'esperienza perinatale come una mescolanza di trepidazioni emotive che appartengono sia alla nascita sia alla morte...

La serena beatitudine dell'esistenza nel grembo materno in primitiva unione con la madre e le perturbazioni di questo stato pacifico per opera di sostanze chimiche tossiche e di contrazioni muscolari; la condizione “senza uscita” della prima fase del parto allorché il collo dell'utero è ancora chiuso mentre le contrazioni uterine creano una situazione claustrofobica accompagnata da un intenso disagio fisico… la propulsione attraverso il canale del parto implicante una lotta enorme per la sopravvivenza e, infine, l'improvviso sollievo e rilassamento: il primo respiro e il taglio del cordone ombelicale!"

L' episodio perinatale è così individuato come il piano della consapevolezza - anche se inconscia - sia della nascita sia della morte, in grado di esercitare un'influenza cruciale sulla nostra vita emotiva e mentale. “Nascita e morte” scrive Grof, “pare siano l'alfa e l'omega dell'esistenza umana, e ogni sistema psicologico che non le includa è destinato a restare superficiale e incompleto”. Oggi, alla luce di ancor più recenti ricerche, la “storia” embrionale e fetale dell'essere umano è terreno fertile per importanti studi. Manuela Tartari a proposito della vita intrauterina scrive: “è una memoria prepsichica che contiene le tracce di eventi perturbatori. Quando lo sviluppo renderà possibile una trasformazione mentale di tutto questo, vi saranno dei nuclei inconsci di rappresentazioni e affetti che ercano di elaborare le perturbazioni subite, ovvero di darle una forma”.3 E Alessandra Piontelli, dell'Infant Observation - centro di studio delle registrazioni ecografiche - scrive: “Le mie ricerche hanno messo in luce un'importante continuità in taluni aspetti della vita pre e post natale. Ciascun feto ha delle caratteristiche individuali di sviluppo che proseguono nella vita post natale... Ciascun feto osservato era diverso nella sua personalità... tanto che si percepivano già come bambini con temperamenti così differenziati da consentire delle previsioni sul loro futuro4”.

A queste grandi verità naturalmente erano giunti anche gli antichi. Vyasadeva, il maggiore compilatore della letteratura vedica, nel suo Bhagavata Purana dedicò all'argomento una lunga sezione, descrivendo con incredibile limpidezza gli stati di coscienza e le emozioni dell'anima che sperimenta, in dieci lunazioni, la metempsicosi. Mentre il punto di vista dell'astrologia classica approccia la questione invitando a rivolgere la nostra attenzione alla dimensione statica e atemporale della mappa celeste eretta per il momento e il luogo del concepimento:

L'inizio della vita dell'uomo è, conforme a natura, l'istante in cui viene concepita, ma di fatto, è accidentalmente, il momento del parto. Quando per caso o anche per osservazione ci è dato conoscere il tempo esatto del concepimento, per pronosticare le particolari caratteristiche del corpo e dello spirito sarà bene riferirci ad esso, analizzando l'influenza attiva degli aspetti dei corpi celesti in quel periodo.

Tetrabiblos, III,2,1

Esperienza rara anche ai tempi di Tolomeo, quella di conoscere l'ora e il giorno del proprio o altrui concepimento! Un'antica tecnica (utilizzata sostanzialmente per la rettifica dell'ora di nascita) attribuita a Ermete, la Trutina Hermetis, asserisce che l'Ascendente o il Discendente del tema di nascita indicano la posizione della Luna al momento del concepimento - calcolata grazie al cosiddetto giorno Alfa, 273 giorni indietro rispetto al giorno di nascita - mentre la posizione della Luna a seconda che sia crescente o calante (sempre nel tema di nascita), indica la posizione dell'Ascendente o del Discendente al momento del concepimento.5
Non vi sono dubbi che il metodo della Trutina grazie all'individuazione del giorno Alfa, offra la possibilità di intravedere lo stato celeste generale del concepimento, e pertanto è già non poca cosa. Mentre per l'asserzione necessariamente dogmatica - ossia che esso riveli con certezza l'Ascendente del concepimento - è altrettanto indispensabile un atteggiamento critico, poiché in merito è stata prodotta pochissima letteratura e sperimentazione pratica.
Va da sé che quando tentiamo d'individuare con precisione le interrelazioni tra la Matrice Celeste e quella terrestre, nella stragrande maggioranza dei casi incontriamo grandi difficoltà e poche certezze; e l'impressione oggettiva che scaturisce ogniqualvolta ci sforziamo di determinare “giorno e ora del concepimento” è che essi rimangono tuttavia sfuggenti… salvo qualche raro caso, in cui è effettivamente noto il giorno e l'ora del rapporto sessuale. Ma sfortunatamente - dulcis in fundo - anche quest'ultimo non coincide quasi mai con il concepimento vero e proprio!
Degno di grande attenzione però, è il fatto che nonostante l'importanza oroscopica obiettiva dell'attimo del concepimento, l'astrologia genetliaca si è sviluppata nei millenni sostanzialmente sui dati temporali e spaziali della nascita:


Se invece, come più sovente accade, non si conosce il tempo preciso del concepimento, bisognerà partire da quello della nascita, pure importantissima e secondaria solo al concepimento, giacché esso permette di conoscere anche gli eventi anteriori alla nascita stessa. Anche se si può definire l'una origine primaria e l'altra origine secondaria, solo in relazione al tempo l'importanza della nascita è secondaria, ma nella sostanza essa è pari e anzi maggiore rispetto al concepimento: questo può essere inteso abbastanza giustamente come genesi del seme umano, quella dell'uomo. La creatura al momento della nascita infatti acquisisce molti elementi che prima nel ventre della madre non aveva, i caratteri tipici della sola natura umana, come la posizione eretta del corpo.

Tetrabiblos, III,2,3


Possiamo dunque concludere che nello sviluppo filologico del linguaggio astrale gli astrologi hanno legittimamente evitato d'imperniare gli assunti fondamentali della disciplina sull'attimo del concepimento… vista l'impossibilità di accertarlo con sicurezza, giacché l'unica cosa realmente indubbia è che ogni esperienza fetale possiede le proprie e “originali” dinamiche. Natura vuole, insomma, che a sé stessa si applichi una certa dose d'indefinito, in quanto è a causa dei nostri sensi “circoscritti” che tutto ciò che noi percepiamo si colora, a conti fatti, d'indeterminazione. Esperienza umana quest'ultima, dalla quale sgorga in verità la conoscenza induttiva, l'approccio filosofico e scientifico di ciò che noi pensiamo del mondo, della vita e… di noi stessi.
A questo punto dobbiamo chiederci se non sia giusto considerare visioni empiriche ben più complesse ed evolute della vita fetale alle quali applicare deduzioni astrologiche, seguendo così le orme di Paracelso. Infatti il valore e l'importanza dell'esperienza prenatale nella sua pienezza, viene riconosciuto in epoca rinascimentale grazie a lui, che su questo fonda uno dei pilastri del proprio pensiero: la dottrina della matrix.
Secondo l'antropologia cosmosofica paracelsiana, l'episodio prenatale è strettamente legato al concetto di matrice, alla donna nella sua totalità e non solo agli organi più strettamente legati alla riproduzione e al nutrimento del feto; individuando così la donna come “centro del mondo”, il più piccolo misteryum magnum.
Nel Paramirium di San Gallo scrive: “bisogna riconoscere e proteggere la microcosma” (con ciò intendeva che gli stessi principi della Creazione agivano nella matrice nel periodo della gestazione), la donna, poiché “le nostre malattie, le nostre afflizioni, la nostra miseria e i nostri mali provengono dalle donne”. E' chiaro che questa asserzione va interpretata da un punto vista strettamente medico, poiché egli si riferisce semplicemente all'ambiente, all'utero e al rapporto con la madre come “possibili” fattori femminili che possono generare malattie (argomenti che in un certo senso anticipano di 400 anni il cammino intuitivo della psicologia analitica!).
Ma gli assiomi cosmosofici di Paracelso, proprio come in una mappa celeste, si dipanano dallo spazio locale per effondersi nell'Universo. Egli scorge in verità tre matrix: la Natura come complesso del mondo materiale, l'umanità in generale (o il livello evolutivo ove la coscienza si manifesta, quello umano) e il “mondo” della donna. La donna nella sua visione incarna quindi “il mondo o la matrix più piccola e più nascosta”, cosa che per i conoscitori del linguaggio ermetico è tutt'altro che “minore”.




“La possibilità di una gravidanza dipende dalla Matrice, senza il suo potere la donna non rimarrebbe incinta e non accoglierebbe il seme dell'uomo. La Matrice non può essere ridotta né a un organo, né all'utero e né alla pelle di una donna: sappiate che parlo delle cose invisibili; giacché chi può affermare di aver visto l'anatomia della Matrice”?

Paramirium, IV,190


Questi tre livelli della matrix possono dunque essere recepiti come una sorta di vasi comunicanti, in cui si muove, vibra l'energia vitale (brahman), la stessa che dà impulso all'Universo in qualità di fattore causale: la magia della matrix corpore “riflette” allora in quei nove mesi (che le occorrono per “esprimere” la forma umana), la sintesi evolutiva della Vita; che è invero cosmica, collettiva e individuata allo stesso tempo...


”Se ci sforziamo di tirare una netta linea di demarcazione tra il materiale psichico da considerarsi personale e il materiale impersonale, ci imbattiamo ben presto nel più grande dilemma, perché per definizione dobbiamo dire della persona ciò che abbiamo detto dei contenuti impersonali, cioè che sono collettivi. Solo per il fatto che la persona è un frammento più o meno arbitrario e causale della psiche collettiva, possiamo cadere nell'errore di considerarla in toto come un elemento individuale”. ..
Carl Gustav Jung


Ma così possenti, come invisibili, le forze dell'Archeo e degli archetipi confondono la pura coscienza dell'anima (il puro Sé, quello che allo stato incondizionato è realmente individuato): essa s'identifica così in una razza e un luogo, con gli organi dei sensi e i ruoli che svolge.

Prakriteh kriamanani Gunaih karmani sarvasah
Ahankara-vimudhatma kartham iti manyate

L'anima, sviata dal falso ego, crede di essere l'autrice delle proprie azioni,
che in realtà sono compiute dalla natura.

B.G. III,27


Ciò significa in altre parole che, per quanto prodotto “raffinato” della natura possa essere la forma umana, essa non è altro che un'espressione impersonale, in quanto realtà frattale dell'Archeo; e soprattutto, che nel periodo della gestazione sono sicuramente osservabili le dinamiche celesti pertinenti alle simbiosi tra la matrix naturae e la matrix corpore, generatrici a loro volta dei frammenti-Es che compongono la psiche collettiva.
Ecco perché ogniqualvolta sottoponiamo ad un'indagine astrologica un tema natale ci chiediamo: “di quale 'spirito' della natura è portatrice, questa persona?”.
Possiamo senz'altro farci ispirare dalla dialettica che scaturisce dalle interazioni planetarie, zodiacali e dei campi, e anche dal presunto tema di concepimento… ma a mio avviso, le dinamiche simbiotiche tra le due Matrici, ovvero le dinamiche celesti che furono in atto per tutto il periodo dello sviluppo embrionale e fetale, possono rivelare particolari in grado di allargare talvolta notevolmente la “prospettiva” astrale... (continua)



Matrix : 10 Lune per un TN (seconda parte)




di Alberto Crescitelli


RELAZIONE PRESENTATA AL VIII CONVEGNO DI STUDI ASTROLOGICI DI RICERCA90 VICO EQUENSE, 1-2-3 GIUGNO 2001


Nel caso che sto per esporvi ho considerato il TN come l'ultima rivoluzione lunare delle dieci che generalmente occorrono per il completo sviluppo fetale dei soggetti; e sul grado lunare di nascita ho stabilito il ritmo di rivoluzione lunare “a ritroso” nel tempo, fino ad arrivare al giorno Alfa, che è semplicemente il giorno della decima rivoluzione lunare sempre a ritroso, ovverosia quella che sicuramente ha “ospitato” il tema di concepimento… Nell'approccio che sto qui proponendovi, insomma, la longitudine celeste della Luna viene considerata un valore di riferimento sul quale erigere i 10 temi di rivoluzione lunare che interfacciano le dinamiche della crescita embrionale e fetale.




Ecco il TN di un soggetto maschile omosessuale, che chiameremo Erminio (naturalmente è un nome fittizio). Tema radix, questo, in cui i valori zodiacali e planetari si coagulano in una dominante dalle chiare stimmate scorpionico-plutoniche, in quanto è la forte configurazione lesiva angolare - Saturno in opposizione a Urano/Plutone - a possedere sia l'Ascendente che tutti pianeti personali: per governo, aspetti e signoria dei campi; e grazie anche alla quadratura sulla congiunzione dei due opposti complementari Venere/Marte (che sovrintendono la sfera erotico-affettiva), possiamo fin d'ora intuire uno scarso ed avversato flusso dialettico tra essi. Mentre i due trigoni rispettivamente di Giove e Saturno retrogradi al Sole, indicano - in questo contesto - pieno raggiungimento di una maturità… deviata.
Già in tenera età (intorno ai 10 anni) Erminio sentiva attrazione sessuale per quelli del suo stesso sesso; mantenne segrete le proprie inclinazioni omosessuali alla famiglia fino ai 22 anni, dopodiché decise di uscire allo scoperto. Da allora ha spesso intrecciato storie sentimentali serie e talvolta di lunga durata, anche se - di tanto in tanto - non ha disdegnato qualche infedeltà. Statura piccola, occhi magnetici e corporatura asciutta, Erminio possiede un'intelligenza acuta e l'aspetto di un aristocratico… da una sua breve anamnesi, infine, salta fuori una carenza di ferro cronica.
Ma osserviamo ora la ritmica delle lunazioni genetliache prenatali (Lgp) congiuntamente alle dinamiche astrali complessive che furono in atto durante la vita intrauterina, disponendo i primi tre grafici in modo da riuscire ad avere un colpo d'occhio che ci permetta di valutarne l’evoluzione ed effettuare comparazioni.




Dunque, già al primo impatto possiamo evincere dall'insieme dei grafici che la configurazione dominante planetaria (Saturno opposto a Urano/Plutone) spadroneggia per tutto il periodo embrionale (e anche fetale, come vedremo in seguito). Il grafico 1 è la lunazione genetliaca prenatale Alfa (ossia la stessa posizione della Luna natale, 14°8’39’’ in Capricorno, 273 giorni indietro rispetto al giorno di nascita), sulla quale si applicano le interpolazioni pertinenti al metodo della Trutina per risalire al giorno e all'ora del concepimento. Dal nostro punto di vista, invece, essendo questa la lunazione prenatale sicuramente quella più vicina all'avvenuto concepimento, la consideriamo - grazie al fatto che tale posizione zodiacale è la medesima che è stata eletta dalla nascita - un “valore medio” estremamente significativo. Lo stato celeste dei luminari, qui, è veramente esplicito nell'indicarci la devianza nella personalità di Erminio: mentre la Luna (in Capricorno, sic!) grazie a Giove è del tutto armonica all'”ammorbante” dominante, il Sole - congiunto perfettamente a Saturno - viene dalla stessa pesantemente afflitto… Nella lunazione prenatale successiva (v. grafico 2), intanto che il Sole si allontana da Saturno per congiungersi a Venere, ecco che Marte - continuando la sua retrogradazione - va a congiungersi a Urano/Plutone.
Nel frattempo, Saturno prosegue la sua corsa all'opposizione perfetta.
Alla successiva lunazione prenatale (v. grafico 3) - che è anche quella prossima alla conclusione del periodo embrionale - Marte diventa diretto, mentre il Sole rimane ancora congiunto a Venere.




Con la quarta lunazione (v. grafico 4) si conclude la fase embrionale del nostro Erminio: Marte è ora congiunto al grado a Plutone, subendo - come se non bastasse - anche l'opposizione perfetta di Saturno. Intanto Venere e Giove entrano nell'orbita di quadratura - fissa al Nodo lunare per tutta la gestazione - della dominante.
Volendo trarre una prima conclusione su questa fase, possiamo innanzitutto desumere che durante tutto il periodo dello sviluppo embrionale, i due valori planetari (Sole-Marte) che governano il principio maschile (Yang) sono stati pesantemente “corrotti” dalla perversa dominante Urano/Plutone/Saturno; laddove la Luna già di per sé “esiliata” possiede con questi - archetipi senz'altro del principio isterico e deviante - un flusso armonico costante. Non da sottovalutare il colorito venusiano al Sole nelle sue stazioni di rivoluzione e l'intercettazione al Medio Cielo della dominante planetaria nella seconda lunazione genetliaca prenatale (v. grafico 2). Le dinamiche simbiotiche tra matrix celeste e matrix corpore della fase embrionale, hanno fin qui mostrato l'assetto dell'ego più istintivo e recondito, e pertanto questo primo stadio si caratterizza a mio avviso come il periodo di condizionamento primario dell'anima, l'imprinting più “coriaceo” e indelebile, quello che nemmeno i migliori risvolti evolutivi nella vita dell'individuo riusciranno probabilmente a modificare.




Nella seconda fase della vita intrauterina di Erminio, quella fetale, le dinamiche planetarie ci appaiono un po' come “di rifinitura” al contenitore fisico dell'imago sottile del Sé (originato nella fase embrionale dalla matrix celeste, viene ora “fissato” nella matrix corpore). Nei grafici sopra (v. grafici 5, 6 e 7) si stagliano tre Grandi Trigoni che coinvolgono, insieme al Medio Cielo, Saturno, Venere, Sole e Nettuno. La nota dolente della dominante viene invece “centrifugata” ora da Giove congiunto al Nodo grazie all'aspectorium dissonante della Croce a T… Non ci deve sfuggire infine (v. grafico 7) la congiunzione anche di Venere alla dominante planetaria nella sua stazione di rivoluzione.




Con le ultime due stazioni di rivoluzione (v. grafico 8 e 9), il Sole si congiunge nuovamente alla dominante, e mentre Marte (ben colorito qui da trigoni e sestili) si appresta a superare Nettuno, Venere si accinge a compiere lo “sprint” finale: ed eccolo, nel TN, congiungersi a Marte. Osservandolo nuovamente, possiamo percepire con chiarezza che il tema natale è senza dubbio la sintesi delle dinamiche astrali contenute nei cicli lunari prenatali; e che questi ultimi ci aiutano anche a definirne con maggiore certezza la dominante.

Dal caso di Erminio abbiamo infatti appreso molto sia sulla quantità e qualità delle lesioni ricevute da Marte e dal Sole sia sulla “armonica” prevaricazione lunare, che s'innalza pertanto al rango di sottodominante. Inoltre abbiamo potuto stabilire con sicurezza quali sono i pianeti effettivamente “delicati”, e pertanto maggiormente sensibili ai transiti: l'anemia di Erminio divenne manifesta tra gli anni '79 e '80 con il transito di Saturno sulla congiunzione radix Urano/Plutone che quadrava contemporaneamente Marte e Venere; che poi si evolse in anemia cronica al seguito di un episodio di ricovero negli anni '86 e '87, quando sia Saturno che Urano si congiunsero a Marte e Venere radix. L'esempio di Erminio ci pone infine di fronte alla secolare interrogazione: “quanti embrioni hanno condiviso le stesse dominanti e dinamiche celesti? saranno diventati tutti come Erminio?”...
Personalmente penso che ogni configurazione radicale “protagonista” che si staglia nel cielo così prepotentemente, vada a fare eco, a creare un processo di risonanza che sottende ad unire genomi dai gameti adatti a ricevere simili imprinting astrali; ponendo in essere quindi migliaia di gestazioni parallele a quelle del nostro caso (Erminio) che poi evolveranno, anch'esse, in realtà psicofisiche diverse ma perfettamente in sintonia olistico-analogica con la Matrix, Madre Natura.
Sperando di non avervi annoiato, desidero concludere questo mio intervento affrontando un ultimo argomento sulla vita intrauterina: che ruolo svolgono gli imprinting delle eclissi all'interno delle dinamiche astrali complessive?
Pensare che le eclissi che avvengono durante la vita intrauterina non appartengano al bagaglio karmico dell'individuo, o in altre parole che non si inseriscano all'interno del contesto totale delle dinamiche astrali prenatali, sarebbe un grave errore. Soprattutto se consideriamo, come già detto, che, per quanto prodotto “raffinato” della natura possa essere la forma umana, essa non è altro che un'espressione impersonale, in quanto realtà frattale dell'Archeo...




due grafici in alto sono i temi delle due eclissi formatesi durante il passaggio della fase embrionale a quella fetale di Erminio, erette per Greenwich e rilocate per il luogo della gestazione. In entrambi vi è una forte tensione planetaria nei campi (più propriamente sulle cuspidi) quinto e ottavo. Zone, queste, che fanno riferimento ai “diletti” della sfera sessuale. Anche qui, come in tutte le scansioni lunari della gestazione, l'aspectorium è molto cadente… l'insieme dei valori e l'angolarità di Nettuno promettono infine lo sviluppo di una libido passiva che tende fortemente a degenerare in compulsività viziose - anche e specialmente erotiche - che, addizionandosi a tutto il contesto delle dinamiche prenatali, conclama a mio avviso la natura omosessuale.
Visione, questa, ben distante da una certa astrologia “karmica”, che intravede invece nell’analisi dell’ultima eclisse prenatale la possibilità di poter intuire i luoghi ove avvenne l’ultima incarnazione dell’anima... In altre parole ho personalmente maturato - grazie alle ricerche che sto compiendo sull’argomento - un'opinione quantomeno interessante: nelle eclissi prenatali ho intravisto il feticcio dell'anima, il lato oscuro e irragionevole, quello che genera e muove le forze compulsive.
Un esempio?




Ecco i due temi delle eclissi prenatali (la prima solare e la seconda lunare) di Erika De Nardo erette per Greenwich e rilocate per Novi Ligure.
In entrambi possiamo notare la severa afflizione dei Luminari (Sole-Padre, Luna-Madre?) durante la fase culminante dei fenomeni, sia da parte di Urano che Nettuno: la congiunzione nel primo e l’opposizione-congiunzione nel secondo, perfette al grado. In quello a sinistra vi è anche l’angolarità della congiunzione Nettuno/Mercurio al Medio Cielo; mentre nell’altro, a destra, Plutone e Marte “colorano” l’Ascendente.
Sempre in entrambi, vi è ancora una lesione efficace a Venere, determinata rispettivamente dalla congiunzione di Plutone e da quella di Saturno.




Con una grafica imperniata sulla realtà spaziale, possiamo renderci conto che durante il periodo e nella zona geografica (Novi Ligure) ove Erika “viveva” la sua vita intrauterina, caddero fasci di tensione astrale perfettamente analogici alla tragedia che quel piccolo esserino ha “recitato” 17 anni dopo…




Note

) Grof S. - Realms of uman inconscious - Ed. Dutton, New York 1976
2) Peluffo N. - Micropsicoanalisi dei processi di trasformazione - Ed. Books' Store, Torino, 1976
3) Tartari M. - La vita intrauterina, Il Modello micropsicoanalitico - Bollettino dell'Istituto Italiano di Micropsicoanalisi, n° 27-28, 2000
4) Piontelli A. - From Fetus to Child - Ed. Tavistock/Routledge - Londra 1992

5) Per maggiori dettagli sull’applicazione della Trutina Hermetis: Guzzi A. - Trutina Hermetis, l’oroscopo del concepimento - Ed. Nuovi Orizzonti, Milano 199


Bibliografia


Trutina Hermetis, l’oroscopo del concepimento - Alessandro Guzzi - Ed. Nuovi Orizzonti, Milano 1994
Le previsioni astrologiche (Tetrabiblos) - Claudio Tolomeo - a cura di Simonetta Feraboli (Mondadori, 1987)

Trattato pratico di Astrologia - André Barbault - Ed. Astrolabio, Roma 1979

Srimad Bhagavatam - A. C. Bhaktivedanta Swami - Bhaktivedanta book trust - Londra 1978